Call Center in crisi, delocalizzazioni e licenziamenti

Il caso Almaviva è solo uno dei casi che testimoniano la crisi del settore dei Call Center, forse il più clamoroso per via del numero dei lavoratori coinvolti dalla chiusura delle sedi di Roma e di Napoli ma la crisi è molto più vasta. In verità, non si tratta di una vera crisi del settore, il lavoro ci sarebbe, non manca, quello che porta centinaia, forse migliaia di lavoratori a rischio di perdere il lavoro è la delocalizzazione, lo spostamento delle attività all’estero, soprattutto in Albania e Romania perché il costo del lavoro è inferiore. E’ una questione di convenienza, di riduzione di costi e ricerca del massimo profitto sulle spalle dei lavoratori italiani e delle loro famiglie.

Ultimo tra i casi è quello della multinazionale americana Convergys che ha deciso di chiudere la sede di Cernusco sul Naviglio, nel milanese, proponendo come soluzione il trasferimento dei lavoratori min Sardegna, nella sede di Cagliari. Ovvio che pochi potranno accogliere la proposta, sradicare i figli dalla loro vita, far perdere il lavoro al coniuge o separarsi di fatto.

Per carità, l’azienda non licenzia nessuno, garantisce il lavoro in qualche modo ma la cosa rappresenta, di fatto, un licenziamento. Quando avremo un governo che metta in atto politiche di tutela del lavoro che dovrebbe essere garantito dalla Costituzione?

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